2017 l'anno della maglia - Laura Baresi

15 GEN 2017

2017 l'anno della maglia

Quest’anno ho deciso di scrivere anch’io con voi i miei buoni propositi per i prossimi dodici mesi. Ci ho pensato qualche giorno fa, in una delle tante mattine di coda in posta a spedire i vostri ordini Ladylike. E siccome non è mai troppo tardi, eccomi qua, tazza di caffè alla mano e una pagina bianca davanti.
Un pensiero dopo l’altro, mi sono resa conto che più che un elenco di cosa vorrei/dovrei fare, questo post stava diventando un elenco di consigli di sopravvivenza alle piccole sfighe quotidiane per restare sereni il più a lungo possibile durante la giornata. Una lista dei miei 5 piccoli personalissimi stratagemmi per trasformare in dritto quello che va a rovescio, come nell’ABC del lavoro a maglia. Per questo anche se il calendario cinese dice che il 2017 sarà l’anno del Gallo, per me questo è ufficialmente l’Anno della Maglia. Ecco quindi le 5 sfighe con i 5 antidoti.

PAZIENZA, C’È PINTEREST

Di code son piene le giornate. Se ti capita di farne una dal medico, alla cassa dell’Esselunga o in posta l’imperativo è non perdere la pazienza. Facile a dirsi, ma non a farsi, lì in piedi come un gambo di sedano, circondata da estranei pericolosamente socievoli che si raccontano cose assurde, ridono, insultano il genio di turno che prova a fare lo scherzetto del salta-la-coda. Se poi è giorno di paga delle pensioni, la disperazione è dietro l’angolo. Inizi ad avvertire un certo fastidio alle gambe (che vorrebbero portarti altrove), che monta come la panna e si trasforma inesorabilmente in insofferenza per il genere umano. Ferma. Metti la mano in tasca, estrai con eleganza e prontezza felina lo smartphone e entra nel tuo profilo Pinterest: scrollare all’infinito cose a caso farà volare il tempo di attesa e ti restituirà la fiducia nell’umanità, perché su Pinterest puoi trovare solo cose belle!

TAKE CARE, FUORI DALLA PORTA

Vi capita mai di dimenticare le chiavi di casa? A me spesso. Ieri avevo previsto il trasloco di una parte del mio laboratorio casalingo nella nuova Lady Factory a MO.Ca (Palazzo Martinengo Colleoni a Brescia da tutti conosciuto come ex sede del Tribunale), un’affascinante residenza per designer, stilisti, crafter in cui potrò realizzare il mio progetto di maglieria… Ma ve ne parlerò meglio in un post tutto dedicato. Dicevamo: le cose non stavano andando come mi aspettavo infatti, dopo una breve colazione al bar, mi sono resa conto di aver dimenticato le chiavi di casa. Mi stavo preparando ad una mattinata infernale invece… Quelle tre ore fuori dalla porta sono diventate le più rilassanti degli ultimi due mesi. Come? Stavo iniziando a dare di matto, ma è bastato uno sguardo saggio di Piuma e ho capito che agitarsi era inutile. Invece di congelarmi davanti al portone di casa in attesa che qualcuno mi aprisse, ho colto l’occasione per dedicare del tempo a me, per fare quelle cose che ‘dovrei’ fare e che odio fare come ad esempio andare dal parrucchiere (ovviamente ci ho preso gusto, e dopo il taglio di capelli ho fatto un giro dall’estetista, seguito da un brillantissimo colpo di coda con un po’ di sano shopping). Il bottino che mi rende più orgogliosa è questa pochette Pijima limited edition che ho trovato da Ilamalù e che presto diventerà la mia nuova busta porta uncinetti. Quindi d’ora in poi, se vi capita qualcosa che interrompe i vostri piani, prendetelo come un segnale: fermatevi e dedicatevi tempo per coccolarvi!

UN TALENTO CIASCUNO, NON FA MALE A NESSUNO

Parliamo di inabilità culinaria. Più che un disguido quotidiano, chi mi conosce sa che questa è la mia spina nel fianco. Va bene il finger food, passi la moda dei truck, ma forse dovrei smettere di mangiare in auto al volo la prima focaccina che trovo in forneria. Per anni mi sono sentita veramente incapace e a disagio nel dover cucinare per qualcuno, e ho cercato in tutti i modi di evitare tête-à-tête gastronomici con amici e uomini. Con il tempo ho fatto pace con questo ‘difetto’ perché ho capito che non sono in grado di preparare piatti prelibati per un motivo molto semplice: cucinare non mi interessa. Preferisco dedicare il mio tempo ad altro, come la corsa o (serve dirlo?) il lavoro a maglia. Resta comunque il fatto che mi piace mangiare le cose buone e ben preparate, in compagnia delle persone giuste per me. Non a caso a fine mese sarò ospite di Alice di A Gipsy in the Kitchen a Gipsylandia, per un Supper Club invernale accompagnato da una super sessione di sferruzzo, cioccolata calda e zuppe di stagione. Contattatemi per partecipare!

È SEMPRE L’ORA DEL TÈ

“E negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze”, dice il Cappellaio ad Alice. Ma non sempre è vero, e ve lo racconto con un aneddoto. Abito in pieno centro e non ho un posto auto, quindi bene, ma non benissimo. Spesso mi capita di dover fare 6-7 volte il giro del quartiere prima di trovare un posticino. Quando sono esausta e la testa inizia a girarmi, accosto e aspetto. Durante l’attesa ne approfitto per rispondere ai messaggi, o magari chiamare la mia famiglia che sento poco e vedo ancora meno (eccolo un Signor Proposito per il nuovo anno, occuparmi di più dei miei affetti). Mano a mano che la mia attività cresce, gli impegni si infittiscono e il rischio di non riuscire a stare al passo è reale. Ho imparato a riconoscere ritagli di tempo preziosi e sfruttarli per portare avanti piccole cose che altrimenti avrei rimandato. I tempi morti non esistono, o se ci sono, resuscitateli! P.S. Se prendete una multa, non ho nessun buon consiglio per trasformare il rovescio in dritto, ma avete il mio appoggio per una pioggia di parolacce

SMAGLIANDO SI IMPARA

Nella maglia come nella vita, vi sarà capitato di commettere errori di valutazione: credere che un maglione possa essere perfetto di quel colore per poi scoprire che non è esattamente quello che vi aspettavate o ancora peggio, dopo aver fatto conti e proporzioni avviate il lavoro e solo alla fine vi rendete conto che è troppo grande o troppo stretto per voi o per chi lo riceverà. La cosa peggiore è quando vi rendete conto, dopo metri di lavoro, che avete perso un punto e che tutto si sta smagliando: ok, potete rammendare in qualche modo ma la ‘cicatrice’ si noterà comunque. Non vi resta che smontare e ricominciare da capo. Se ci pensate bene, è la metafora perfetta da applicare nella vita di tutti i giorni, nelle piccole disavventure quotidiane e negli errori di valutazione che abbiamo fatto durante il nostro percorso. Ricominciare da dove crediamo di avere lasciato un buco, un vuoto, e ricostruire partendo da lì. Questo spesso può anche voler dire fare grosse pulizie, che sarà un altro dei miei buoni propositi del 2017: dedicarmi con più costanza al riordino, ma non quello di casa! (Questo è un argomento off-limits, dal mio appartamento-studio quando esce uno scatolone pieno di cose minimo ne entrano altri cinque. Non posso farci nulla!). Ho iniziato con i profili social: su Facebook ho fatto una strage che manco Erode, via tutti i contatti inutili, finti o di persone con cui non ho mai avuto modo di avere a che fare. Stessa cosa anche nella vita reale, via i rami secchi, ma sopratutto i mattoni che ci appesantiscono l’anima. Via tutto!  È tempo di ripulirsi e fare spazio a tutto ciò che di bello sta arrivando e arriverà.

Quest’anno è già partito con parecchie bombe felici, quindi non mi resta che concludere con il mio unico grande proposito: continuare a pensare e agire positivo. Voglio applicarlo dappertutto, nella vita, nel lavoro, nella famiglia e negli affetti. E lo auguro anche a voi!