10 knitter più una da seguire su Instagram - Laura Baresi

09 dic 2016

10 knitter più una da seguire su Instagram

Su Instagram l’hashtag #knitting compare 5.289.905 volte, e probabilmente mentre leggete queste righe è già aumentato di qualche centinaio di post. Il ‘social network fotografico’ per noi crafter è molto più di uno strumento per promuovere il proprio lavoro: ricchissima fonte di ispirazione, per me è un modo per restare in contatto e fare rete (anche se solo virtualmente) con altri creativi vicini e lontani, e per condividere progetti e idee in tutte le fasi, dalla nascita alla realizzazione, senza troppi filtri. Questo è il tono serio che avrei voluto tenere quando ho iniziato a scrivere questo post sui 10 profili Instagram (più uno) di knitter più interessanti da seguire, ma poi mi sono ritrovata a parlare di loro come se fossero degli amici, e la cosa ha preso una piega da teenager. Sì, perché ce l’abbiamo avuta tutti l’amichetta/o del cuore, (se siete stati fortunati ce l’avete ancora adesso, resta il fatto che fin da piccoli avete avuto una figura di riferimento, qualcuno a cui ispirarvi, con cui ridere e piangere, condividere tutto, dal diario al motorino). Ecco, se penso alle mie sferruzzatrici (e sferruzzatori!) preferite su Instagram, le sento vicine come ‘amiche del cuore’. Sarà colpa delle Stories, che con la scusa che dopo 24 ore spariscono ci fanno postare video che prima non avremmo mai condiviso, senza dignità, in pantofole e pigiama mentre lavoriamo all’ennesimo progetto tra mille tazze di caffè. Pezzi di vita personale inviati con un clic a centinaia di sconosciuti: sono cose che a me fanno scattare una certa confidenza, anche se dall’altra parte dello smartphone c’è una knitter islandese o un uncinettatore delle Baleari.

Ma andiamo al sodo, e cominciamo con la lista!

Lei è la numero zero. La metto in questa posizione perché quando ho iniziato a fare seriamente questo lavoro Yokoo è uno dei primi profili che ho iniziato a seguire, ancora quando Tumblr funzionava e aveva un senso usarlo. Mentre l’uncinetto prendeva il sopravvento nella mia vita, io sbirciavo le sue immagini. Adoro i suoi cappelli decorati da grossissimi pompon, i paesaggi in lontananza e il look un po’ andino, nonostante la ragazza venga da Atlanta e sembri perennemente imbronciata. Il suo profilo merita di avervi tra i follower, ma se siete malinconici di natura prendetelo a piccole dosi.

In assoluto la mia preferita. Chinami Mori, in arte 1000wave, mi fa impazzire per il prodotto (sciarpe, abiti, cappelli multicolore e con materiali originali), i colori che sceglie e la spontaneità delle immagini. La adoro perché trovo geniale, esilarante e completamente folle il fatto di utilizzare come modella la nonna di 93 anni, una donnina super sorridente che si presta a posare per la nipote, ideatrice del profilo e colei che realizza a telaio i capi che vengono immortalati nelle fotografie. Un’idea nata per caso, per passione, un gioco affettuoso tra nipote (non più bambina) e nonna. Una storia d’amore, di quegli amori che ti vengono da dentro e nemmeno sai perché. Sai solo che ti appartengono.

Avete presente il significato del termine onirico? Qualcosa che ha a che fare con il sogno, con una dimensione fantastica, surreale, visionaria. Questo è l’universo di Ursotigre il brand creato da Sonia Pessoa. Tutto viaggia a metà strada da il modo umano e quello animale (doppio è anche il nome del brand che significa orso e tigre). I suoi cappelli giganti a forma di testa di animale sono un vero viaggio dentro l’immaginazione.

Quando hanno inventato il termine ‘instancabile’ probabilmente hanno pensato a lei. Il suo gusto nordico, minimale, rigoroso si muove sulle geometrie bianche e nere e i pattern optical. E mi manda letteralmente fuori di testa! Come quando vedi un pattinatore sul ghiaccio volteggiare leggiadro, fatto da lei tutto sembra estremamente semplice e naturale, mentre in realtà ogni singolo punto è studiato e calcolato, e frutto di una padronanza notevole della materia. A proposito, avete visto cosa sta preparando per il calendario 2018?

Guardi il suo profilo e ti rendi conto che ha ancora senso fare le pattine alla fine del 2016. Designer londinese, Katie utilizza materiale di scarto per creare (dopo centinaia di ore di lavoro), capi unici realizzati a mano con un mix di tecniche che va dall’uncinetto alla maglia, dal ricamo alle applicazioni in pelle o plastica, pompon ipercolorati come orecchini e toppe a forme di cuore. Una vera crazyknitter.

Seppur questa nuova ‘amica’ non si occupi di maglia come le altre, voglio inserirla qui perché il ricamo per me è un altra grande passione e una tecnica che spesso utilizzo (prossimamente ve ne parlerò in modo più dettagliato per un progetto in arrivo!). Sarah Benning riesce a comporre le figure più complesse con estrema poesia e naturalezza. I suoi attrezzi sono ago, filo colorato e stoffa, ma in realtà sembra utilizzi carta e pennarelli colorati, per il modo in cui riesce a descrivere i suoi paesaggi realizzandoli per campiture piatte con pochissime sfumature.

Segue in classifica la moscovita Lisa Smirnova, anche lei si esprime principalmente con il ricamo al confine dell’illustrazione, ma in maniera diversa. Quasi caotica, astratta con sfumature di colore date per punti di lunghezze diverse, sovrapposizioni, effetti materici viAvete presente un esplosione di colore? L’effetto di una bomboletta spray su una parete immacolata? Un quadro di Jackson Pollock, ma in versione fluo? Bene, è quello che realizza questa designer di origine catalana, con il suo telaio e i suoi magnifici wallhanging.

Avete presente un esplosione di colore? L’effetto di una bomboletta spray su una parete immacolata? Un quadro di Jackson Pollock, ma in versione fluo? Bene, è quello che realizza questa designer di origine catalana, con il suo telaio e i suoi magnifici wallhanging.

Lui si che ha saputo dare una gran svecchiata a poncho polverosi e scialli della nonna, quelli larghi, traforati e smerlettati al bordo. E se a fare a maglia è un ometto con gli occhi azzurri, siamo tutte più contente 🙂

Qui la maglieria passa in secondo piano, e diventa un pretesto per esibire immagini di qualità e una esuberante vena artistica. Non è importante che i punti, i dritti e i rovesci siano perfetti: quello che conta è che i colori, la luce e l’immagine siano impeccabili.

10. oleknyc

Last but note least Agata. La trovate all’ultimo posto non perché se lo meriti, ma semplicemente perché di lei vi ho già raccontato nel post sull’unconventional crochet quindi credo sia palese che la guerrilla-knitter occupa un posto speciale nella mia top ten (più uno!) delle #knittersofinstagram del cuore.

Quella che avete appena letto è la mia Top 10+1 dei profili Instagram di maglia, uncinetto e ricamo. Sicuramente ho scordato ed è altamente probabile che dopo aver concluso questo post scoprirò altri profili fighissimi da seguire, nuove ‘amicizie’ da conoscere, nuovi mondi da amare. Per questo motivo esiste il ‘più uno’: perché per me funziona come i puntini di sospensione, mi da l’impressione che ci sia qualcosa oltre il perimetro definito della lista standard. Vorrei che fosse un elenco aperto, in trasformazione, da modificare leggendo i vostri commenti e i vostri consigli, vorrei diventasse una scambio di idee tra me e voi che mi leggete così da riscrivere, tra un paio di mesi, passata la ‘bufera’ natalizia una nuova classifica.